Come si può ricostruire una realtà esistita tre secoli fa, quando non esistevano fotografie, registrazioni o archivi digitali? Quali strumenti utilizzano gli studiosi per riportare alla luce persone, luoghi ed eventi ormai scomparsi dalla memoria collettiva?
La ricerca umanistica nasce proprio da qui: interpretare le tracce lasciate dal passato, riconoscibili in manoscritti, libri, documenti, opere d’arte e monumenti, per restituire alla comunità una storia che rischierebbe di essere dimenticata.
Solo così, infatti, è emerso che all’inizio del Settecento un gruppo di intellettuali pisani scelse di chiamare la propria città Alfea, recuperando un antico nome che si riteneva appartenesse alle origini greche di Pisa. Quel nome divenne poi il simbolo della Colonia Alfea, l’accademia pisana affiliata all’Arcadia di Roma. Attraverso i manoscritti conservati presso la Biblioteca Universitaria di Pisa e gli archivi privati del Palazzo dell’Ussero, la ricerca ha permesso di ricostruire la storia di questa istituzione e del suo ruolo nella vita culturale cittadina.
Grazie a questo percorso laboratoriale scopriremo non solo una pagina poco nota della storia di Pisa, ma anche il lavoro concreto della ricerca e il modo in cui essa trasforma frammenti del passato in una narrazione capace di parlare al presente.
Ente organizzatore:
Scuola Normale Superiore
Rivolto a:
Studenti delle scuole medie e superiori (3 turni, una classe a turno)
Orario:
10.00 – 10.45, 11.00 – 11.45, 12.00 – 12.45
Prenotazioni:
eventiculturali@sns.it
