Oggetti fragili, storie preziose: il lavoro dell’archeologia per il patrimonio culturale

Che cosa può raccontare un oggetto ritrovato durante uno scavo archeologico? E come si passa da un reperto al racconto della storia di una comunità? Attraverso un’attività divulgativa e laboratoriale, gli studenti scopriranno il lavoro dell’archeologo e l’importanza della ricerca per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.

L’attività è proposta in due modalità alternative. A scuola, gli studenti parteciperanno a una lezione interattiva che, a partire da un caso di studio, li guiderà nelle principali fasi del lavoro archeologico e museale. In Università, i partecipanti avranno l’opportunità di osservare, descrivere e schedare reperti archeologici originali oppure riproduzioni e materiali didattici, sperimentando alcune delle attività svolte dai ricercatori, dalle ricercatrici e dai professionisti e dalle professioniste dei musei.

Attraverso l’osservazione diretta e il lavoro sui reperti, i partecipanti comprenderanno come ogni oggetto rappresenti una preziosa fonte di informazioni sul passato e come il metodo scientifico permetta di ricostruire la storia delle persone e delle società che ci hanno preceduto.

Perché scegliere questa attività? 
L’attività avvicina gli studenti alla ricerca archeologica e alle professioni dei beni culturali, sviluppando capacità di osservazione, analisi e interpretazione delle fonti materiali. Il laboratorio promuove inoltre una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio culturale e dell’importanza della sua tutela e conservazione.

Ente organizzatore: Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS)

Rivolto a: scuola secondaria di secondo grado

Luogo: in classe (nelle scuole di Firenze, Prato, Pistoia) o presso l’Università

Durata: 1,5 ore

Periodo: settembre – dicembre 2026

Numero di edizioni: 2

Prenotazione: compilare il seguente modulo online per ciascuna delle classi che si vogliono coinvolgere